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Idea per il nuovo Pontile – Fregene

Gruppo di Progettazione:
Manuela Raitano-Claudia Tombini-Caterina La Cava-Daniela De Filippis-Francesco Felicetti

Il progetto per il pontile attrezzato di Fregene agisce su due scale ben distinte: la scala territoriale, costituendosi di fatto come correzione artificiale del paesaggio e la scala urbano-architettonica configurandosi come polo di accumulazioni di attività di carattere metropolitano.

Alla scala del paesaggio il nuovo pontile si inserisce nei caratteri naturali del luogo con un’unica grande variazione dissonanza che trae spunto dalle modalità di
antropizzazione tipiche delle sezioni più belle della costa tirrenica.

Allargandosi in un promontorio-isola artificiale sul quale si avviluppa un edificio a corte, innesca un dialogo con le preesistenze storiche dei Castelli di Santa Severa e Maccarese, proponendosi come nuovo elemento marcante il territorio dal mare e da terra.

La presenza dell’albergo-faro stabilisce anche un rapporto visivo diretto con quest’ultime. Alla scala urbano-architettonica l’edificio ripropone una rilettura con linguaggio
contemporaneo di alcune caratteristiche tipiche degli spazi aggregativi pubblici della città italiana quali la galleria commerciale, il portico animato dai locali, la corte
protetta dagli agenti atmosferici, la piazza con broletto.

L’organismo architettonico si configura inoltre come l’unione di due generi di spazialità diverse. La spazialità organica sita nel ventre della collina artificiale che evoca i criptoportici della tradizione tirrenica (l’antro della Sibilla a Cuma, la piscina Mirabilis a Baia) e la spazialità stereometrica dell’edificio a corte si fondono ed entrano in rapporto dialettico richiamando l’inscindibile unità di natura e architettura che caratterizza le nostre coste.